Infiammazione dell’utero nel cane (piometra)

L'infiammazione dell’utero è causata da squilibri ormonali e colpisce soprattutto le cagne di mezza età e oltre.

Il nome piometra deriva dal greco pus e metrus (utero), perché la malattia porta spesso ad un ingrossamento dell'utero con accumulo di pus. La forma più lieve di infiammazione dell'utero è chiamata endometrite.

Causa

Nonostante le numerose ricerche, molti aspetti dell'infiammazione dell'utero sono ancora poco chiari. Sia uno squilibrio ormonale che la presenza di batteri contribuiscono allo sviluppo della malattia.

Durante il calore, il collo dell'utero è aperto e i batteri possono penetrare all’interno. In alcune cagne le variazioni ormonali durante il calore rendono l'utero più soggetto alle infezioni. Quando il collo dell'utero si chiude al termine del calore, i batteri rimangono all'interno e possono causare infiammazione.

Chi è colpito dalla piometra?

L'infiammazione dell'utero si presenta principalmente in cagne di mezza età e anziane. In rari casi è diagnosticata anche in cagne molto giovani. I sintomi si manifestano solitamente tra alcune settimane e alcuni mesi dopo il calore, durante le fasi di metaestro e diestro.

L’infiammazione dell'utero è più comune in alcune razze. Questo può significare che vi sono fattori ereditari che contribuiscono allo sviluppo della malattia.

Alcune terapie ormonali possono aumentare il rischio di sviluppare la piometra.

Sintomi

In caso di piometra aperta, il collo dell'utero è aperto e secrezioni marroni-rossicce e dal cattivo odore fuoriescono dalla vulva. Queste secrezioni si presentano un paio di settimane dopo il calore, e il proprietario può pensare che sia un prolungamento del calore. Talvolta le secrezioni sono così leggere che l’unico sintomo che si nota è che il cane si lecca molto gli organi genitali.

Con la piometra chiusa, il collo dell'utero è chiuso e non si hanno secrezioni. Il pus si accumula nell'utero, che presenta un aspetto rigonfio.

Un altro sintomo comune è un aumento della sete e dell'orinazione, e un graduale peggioramento della salute. Alcune cagne hanno ridotto appetito, vomito, diarrea, dolori addominali e ventre rigonfio. Negli ultimi stadi può comparire la febbre o un calo della temperatura, battito e respirazione accelerati. Talvolta si nota uno zoppicamento nelle zampe posteriori o rigidità, che possono essere gli unici sintomi di infezione dell'utero che si possono notare.

La piometra può rapidamente diventare molto grave. Se il cane non viene curato al più presto vi è il rischio che l'utero si laceri, con conseguente avvelenamento del sangue e decesso.

Quando è necessario andare dal veterinario?

Quando si nota uno dei sintomi descritto sopra è bene consultare un veterinario. È importante ricordare che alcuni cani mostrano solo uno o pochi dei sintomi, anche se la situazione è già molto grave. Tutte le cagne di un paio d'anni di età e che hanno di recente avuto un calore (negli ultimi mesi) dovrebbero essere visitate per eventuale piometra se improvvisamente “non sono più loro”, anche in assenza di altri sintomi.

Diagnosi

Per stabilire la diagnosi di piometra il veterinario effettuerà un esame dell’addome con ecografia, che è in grado di mostrare la presenza di liquido e le variazioni di grandezza dell'utero. Talvolta è possibile diagnosticare l’infiammazione dell'utero anche con una radiografia.

Il veterinario solitamente effettuerà un esame del sangue per controllare la quantità di globuli bianchi (se molto alta indica la presenza di un’infiammazione) e per verificare il funzionamento degli altri organi e come la malattia sta impattando sull’animale.

Terapia

La terapia più comune e la sola totalmente efficace è chirurgica, cioè la rimozione dell'utero e delle ovaie. Questo è di solito il trattamento consigliato. Talvolta è necessario stabilizzare la circolazione e la condizione generale dell’animale prima dell’operazione, con idratazione endovena e antidolorifici. L'operazione è uguale a una sterilizzazione (isterectomia). L'operazione sarà più complicata poiché l'utero risulta ingrossato e infiammato e vi è il rischio che si laceri durante la manipolazione. È rischioso anche anestetizzare un cane con stato di salute compromesso. Assieme all’anestesia e per l'operazione vengono anche somministrati farmaci e antidolorifici endovena.

Assistenza successiva

Nei casi meno complessi, la cagna può tornare a casa il giorno stesso o il giorno dopo l’operazione. Se vi sono complicazioni, il cane sarà tenuto in osservazione per qualche giorno. Esempi di complicazioni possono essere emorragie post-operatorie, lacerazione dell'utero prima o durante l’operazione, peritonite.

Lievi secrezioni e tosse possono continuare per 2-3 settimane dopo l'operazione. Per evitare che il cane si lecchi la ferita sarà necessario fare indossare il collare elisabettiano per i primi 10-14 giorni, oppure fino alla rimozione dei punti che avviene di solito dopo 10-12 giorni. Talvolta la sutura viene fatta con filo riassorbibile.

Terapia farmacologica

Può essere necessario trattare l'infiammazione dell'utero in modo farmacologico, ad esempio se il cane per motivi diversi non può essere anestetizzato od operato, oppure se ha un grande valore per il pedigree e il proprietario desidera provare ad avere dei cuccioli. In questi casi, si consiglia di far accoppiare la cagna al calore successivo perché il rischio di ricaduta è molto grande. Per avviare la terapia farmacologica, la salute del cane non deve essere compromessa.

La terapia con farmaci prevede ripetute iniezioni per far svuotare l'utero, ed esami ecografici per controllare il decorso. Per questo la terapia farmacologica può essere costosa quanto l’intervento chirurgico.

Infiammazione dell'utero dopo il parto

È normale che la cagna abbia leggere perdite per diverse settimane dopo il parto, poiché il liquido amniotico e la placenta vengono espulsi dall'utero. Le perdite tipo pus e dall'odore cattivo indicano invece la presenza di infezione, come anche la febbre. In questi casi il cane deve essere visitato dal veterinario.