Scabbia nel cane

La scabbia è causata da un acaro, Sarcoptes scabiei, che può infettare molti animali tra cui lupi, martore, linci e i nostri cani. Anche i gatti e l'uomo possono in rari casi essere infettati.

Nella metà degli anni ‘70 le volpi del Nord Europa mostrarono chiari segni di infezione da scabbia. Il numero di esemplari diminuì costantemente, per poi iniziare a risalire con molta fatica. Le volpi infettate dalla scabbia che si possono vedere oggi in natura hanno subìto conseguenze evidenti: hanno perso il pelo su vaste zone del corpo, e soffrono di forti pruriti. Per fortuna sui cani si vede raramente.

Il contagio

L'acaro responsabile della scabbia appartiene alla famiglia degli aracnidi. Ha una larghezza di 0,2-0,35 mm e vive nello strato epiteliale superiore, in cui la femmina scava condotti per deporre le uova. Lo sviluppo da uovo ad adulto dura circa tre settimane, e l'acaro adulto vive da tre a quattro settimane.

L'acaro della scabbia Sarcoptes scabiei è considerato il più contagioso. Il cane può venire contagiato tramite contatto diretto con cani infetti, oppure indirettamente se l'acaro sopravvive in un luogo dove si trovavano cani infetti.

L'uomo infettato da un cane con la scabbia viene colpito da una sorta di “scabbia secondaria”, con piccole eruzioni cutanee arrossate. L'acaro non può sopravvivere e riprodursi su animali ospiti non adatti. Le eruzioni cutanee guariscono da sole, contemporaneamente al trattamento a cui viene sottoposto il cane.

Sintomi Il sintomo classico della scabbia è un prurito intenso sul bordo delle orecchie, la parte esterna dei gomiti, le ginocchia. Nei primi tempi il prurito può essere più lieve, per poi intensificarsi se non viene curato. La pelle risulta arrossata con eruzioni, desquamazioni, forfora e caduta del pelo. In casi molto avanzati, la pelle si ispessisce a causa del continuo prurito e infiammazione.

Contagio ambientale

L'acaro della scabbia non sopravvive a lungo senza il suo animale ospite. In casa, muore entro un paio di giorni a causa della bassa umidità.

Diagnosi

Se l’animale presenta i sintomi classici e il veterinario sospetta la presenza dell'acaro, stabilirà la diagnosi effettuando un raschiamento per comprovare la presenza dell’acaro. Poiché non si ritrovano in gran numero, può essere difficile catturarne uno. Se invece l'acaro è presente nel raschiamento, il test è veloce e sicuro. È possibile anche effettuare un esame del sangue per verificare la presenza degli anticorpi della scabbia. Affinché il test sia affidabile, il cane deve aver avuto i sintomi per 2-3 settimane. In alcuni casi si effettua una terapia diagnostica, cioè il cane viene sottoposto a terapia come se avesse la scabbia, per vedere se la pelle guarisce e il prurito scompare.

Terapia

La scabbia è relativamente facile da eliminare con i preparati antiparassitari a disposizione oggi. Esistono diversi tipi di preparati topici, tutti con obbligo di ricetta. È importante sottoporre al trattamento tutti i cani di casa contemporaneamente per evitare nuovi contagi.