Epilessia nel gatto

Il cervello è composto da miliardi di cellule nervose che comunicano tra loro attraverso segnali chimici ed elettrici. L’epilessia è una malattia che si manifesta quando queste cellule nervose diventano iperattive. L'epilessia può colpire il gatto così come l'uomo e il cane.

Gli attacchi epilettici possono essere focali o generalizzati, a seconda della parte di cervello interessata nell'attacco. Per gli attacchi focali, i sintomi sono visibili solo su parti del corpo, mentre negli attacchi generalizzati l’intero corpo è interessato. Si stima che il 2% della popolazione felina soffra di epilessia. L'epilessia colpisce sia i gatti maschi che le femmine, quasi nella stessa percentuale.

I gatti soffrono spesso di attacchi focali, il cui unico sintomo può essere una contrazione della muscolatura facciale, grande salivazione o perdita di coscienza. Talvolta gli attacchi sono gravi, con forti crampi a causa dei quali il gatto può rotolare o cadere. Spesso i gatti hanno più attacchi al giorno, le cosiddette “crisi a grappolo”, che tuttavia non sono indicatori una prognosi infausta.

Cause dell'epilessia nel gatto

Epilessia primaria, epilessia con causa sconosciuta

Nei cani e nell’uomo, si utilizza la denominazione epilessia primaria o idiopatica per descrivere una sindrome che si sospetta o si è determinato avere una causa genetica. A oggi non vi sono studi che confermino che l'epilessia nel gatto possa essere ereditaria. L'epilessia primaria tuttavia è una causa comune di epilessia nel gatto e può essere sia focale che generalizzata.

Il numero di crisi può variare molto nel tempo, talvolta sono più frequenti all'inizio. In alcuni gatti i sintomi si attenuano nel tempo, sparendo anche senza far ricorso ad alcuna terapia.I gatti con epilessia primaria hanno i primi episodi a circa 3 anni e mezzo (1-12 anni).

Epilessia secondaria

L'epilessia secondaria si manifesta nei gatti più grandi, con il primo episodio a circa 8 anni. L'epilessia secondaria può avere origine da malattie o danni cerebrali causati ad esempio da intossicazione o da un livello basso di zucchero nel sangue.

Diagnosi

Per l'epilessia la diagnosi è di esclusione, poiché non esiste un test diagnostico per stabilire l’epilessia primaria o idiopatica. L'esame mira quindi a escludere altre malattie, sia nel corpo che nel sistema nervoso, che potrebbero causare gli attacchi epilettici.

La caratteristica dell'epilessia primaria è che, tra due crisi, il gatto sta bene e né i test neurologici né gli esami diagnostici mostrano delle anomalie.

Se si sospetta un’epilessia secondaria, gli esami sono più importanti e possono comprendere esami del sangue e delle urine, radiografia, ecografiea, diagnostica avanzata per immagini come tomografia computerizzata, risonanza magnetica e prelievo del midollo osseo.

Terapia dell'epilessia per il gatto

Di regola si consiglia di iniziare la terapia se l’animale ha attacchi più frequenti di ogni 6-8 settimane, se ha avuto crisi a grappolo oppure ha sofferto di stato epilettico (una crisi di lunga durata). La terapia inizia sempre con il consenso del proprietario, che deve sapere che la terapia non farà cessare gli attacchi. Di solito, la terapia va seguita per tutta la vita e il suo obiettivo è ridurre la frequenza e la severità delle crisi.

Come sempre, è bene valutare l'efficacia della terapia, visto che non tutti i gatti accetteranno di assumere le compresse quotidianamente. Il preparato che abitualmente viene somministrato per il trattamento dell'epilessia nel gatto è il fenobarbital.

Fenobarbital (Fenemal®)

Il fenobarbital è considerato un preparato di prima linea nel trattamento dell'epilessia nel gatto. Un effetto collaterale comune del Fenemal è un aumento dell'appetito e della sete, e un aumento di peso. All'inizio della terapia con Fenemal si può notare anche maggiore stanchezza e una certa instabilità. Questi effetti di solito spariscono entro due-tre settimane. Altri effetti collaterali minori possono presentarsi, ma di regola questo è un preparato ben tollerato dalla maggior parte dei gatti. I gatti che seguono una terapia con fenobarbital dovrebbero essere visitati dal veterinario almeno una volta all’anno.