Unità Operativa per la Leishmaniosi Canina

L'Unità Operativa per la Leishmaniosi Canina esiste solo all'Istituto Veterinario di Novara ed è stata aperta per fornire ai proprietari di cani affetti da leishmaniosi l'aiuto diagnostico e terapeutico necessario per poter vivere in serenità e con una buona qualità di vita.

L'Unità Operativa è un team interfunzionale che l'Istituto Veterinario di Novara ha creato e che racchiude alcuni dei maggiori esperti della malattia, nei settori specialistici della Medicina Interna: Dermatologia, Oftalmologia, Ortopedia, Dialisi e Plasmaferesi. La professionalità, le competenze e le capacità scientifiche consentono all'Unità Operativa per la Leishmaniosi Canina di offrire le soluzioni mediche di avanguardia.

Al fine di aiutare i proprietari e sensibilizzare nei confronti della leishmaniosi canina, in questa pagina sono riportate le domande che più frequentemente vengono poste al medico veterinario. 

Che cos’è la leishmaniosi canina?

La leishmaniosi canina è una malattia infettiva molto frequente in Italia. È diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente, in Asia ed in sud America. La malattia nel cane è causata da un microorganismo (un protozoo) che si chiama Leishmania infantum. Tale microorganismo viene trasmesso al cane tramite la puntura di un insetto che si chiama flebotomo, anche detto pappatacio.

 

Citologia di un linfonodo in un cane con leishmaniosi: le frecce bianche identificano gli amastigoti del genere Leishmania spp.

 

Flebotomo, anche detto pappatacio (Phlebotomus perniciosus, femmina)

Cosa succede ai cani con la leishmaniosi?

La leishmaniosi nel cane è una malattia che colpisce uno o più organi contemporaneamente. Gli organi maggiormente colpiti sono i reni, la cute, gli occhi e l’apparato muscolo-scheletrico. La leishmaniosi ha una prognosi favorevole nel 75% dei cani adeguatamente trattati. Nonostante il trattamento, nel 25% dei casi i danni agli organi diventano gravi e portano al decesso; la principale causa di morte nei cani con leishmaniosi è l’insufficienza renale.

Come si sospetta la leishmaniosi nel cane?

Il cane può essere affetto da leishmaniosi se presenta uno o più dei seguenti segni clinici: stanchezza o apatia, lesioni cutanee, lesioni oculari, mucose pallide, perdita di peso, sanguinamento dal naso, zoppie o difficoltà deambulatorie, aumento della sete e dell’urinazione. Poiché i segni clinici possono essere riferibili anche ad altre patologie, è importante rivolgersi al medico veterinario per una valutazione approfondita del caso. La presenza dei segni clinici assume maggior rilievo se il cane ha viaggiato o vive in un’area endemica per la leishmaniosi (ovvero in un territorio dove la leishmaniosi è molto frequente nei cani) e se non riceve corretta profilassi anti-parassitaria contro i flebotomi. L’Italia è endemica per la leishmaniosi canina. Molti anni fa la malattia era frequente nella sola zona costiera e nel centro-sud. Attualmente, la leishmaniosi è endemica anche in diverse aree dell'entroterra del nord Italia. I cambiamenti climatici ne sono in parte responsabili.

 

Cane con leishmaniosi e grave perdita di peso

Quali sono le lesioni cutanee della leishmaniosi nel cane?

I segni clinici dermatologici in corso di leishmaniosi canina sono molteplici. Esistono forme di leishmaniosi cutanea definite tipiche e quindi più frequenti, e forme atipiche o meno frequenti. Tra le forme tipiche si annoverano la dermatite esfoliativa localizzata o generalizzata e con o senza alopecia, caratterizzata da scaglie di colore bianco-amiantaceo, moderatamente adese alla superficie cutanea; la dermatite ulcerativa, con lesioni la cui distribuzione vede particolarmente coinvolte le giunzioni muco-cutanee e/o le sedi sottoposte a trauma (es. prominenze ossee); la dermatite nodulare, con noduli di varie dimensioni e variamente distribuiti sulla superficie cutanea. Di frequente riscontro, anche l’onicogrifosi definita quale una crescita irregolare o anomala delle unghie. Tra le forme atipiche annoveriamo invece la dermatite papulare con lesioni di aspetto crateriforme e localizzate ad esempio, sulla regione del tartufo o dei padiglioni auricolari ed infine, la dermatite pustolosa.

 

Alopecia parziale e scaglie biancastre sulla superficie cutanea della regione frontoparietale di un cane con leishmaniosi.

 

Dermatite esfoliativa in un cane con leishmaniosi, chiaramente visibile in videodermoscopia (ingrandimento a 20x)

Alopecia, scaglie biancastre, erosioni e croste sul padiglione auricolare di un cane con leishmaniosi.

Quali sono le lesioni oculari della leishmaniosi nel cane?

Si osservano lesioni oculari nel 50-70% dei cani malati. La lesione oculare più frequente è la blefarite, ossia un’infiammazione delle palpebre, riportata nel 50% dei casi. I cani con leishmaniosi possono presentare rossore, gonfiore palpebrale, alopecia e spesso lesioni di tipo nodulare. Altre lesioni oculari frequenti nei cani con leishmaniosi sono congiuntiviti e cheratocongiuntiviti, ossia infiammazioni della congiuntiva e della cornea con conseguente opacità oculare e scolo, spesso accompagnate da secchezza. In altri casi l’infiammazione può essere più grave ed interessare le strutture interne dell’occhio, causando uveite e talora distacchi della retina. In questi casi i cani affetti posso andare incontro a deficit visivi anche gravi. La guarigione delle lesioni oculari, in seguito al trattamento sistemico della leishmaniosi, è riportata in circa la metà dei cani. In un terzo dei casi si registrano miglioramenti, ma è spesso necessario associare un trattamento locale a lungo termine, soprattutto nelle uveiti e cheratocongiuntiviti.

 

 

Blefarite ed uveite in un cane con leishmaniosi

 

Cheratocongiuntivite secca e blefarocongiuntivite nodulare in un cane con leishmaniosi

Quali sono le lesioni ortopediche della leishmaniosi nel cane?

La leishmaniosi nel cane può causare zoppia di grado variabile, da lieve a marcata, spesso a carico dei quattro arti. Le strutture muscolo-scheletriche maggiormente interessate sono le articolazioni, specialmente carpi e tarsi (riferibili rispettivamente a polsi e caviglie nell’uomo). Le articolazioni possono presentarsi gonfie e dolenti alla manipolazione a causa della forte infiammazione (artrite). Per la diagnosi di artrite, viene prelevato il liquido articolare sotto sedazione ed osservato al microscopio. Studi recenti dimostrano come l’artrite causata da leishmaniosi nel cane sia più frequente di quanto si pensasse in passato.

 

Gonfiore dell’articolazione del tarso in un cane con leishmaniosi

Come si diagnostica la leishmaniosi nel cane?

Il medico veterinario sospetta la leishmaniosi nel cane quando sono presenti segni clinici (vedere punti precedenti) e/o alterazioni degli esami del sangue e delle urine compatibili con la malattia. Per esempio, gli esami del sangue possono indicare la presenza di anemia, riduzione delle piastrine, disfunzione renale, aumento delle proteine totali e globuline, mentre gli esami delle urine possono indicare proteinuria (perdita di proteine). Dal momento che la leishmaniosi nel cane è una malattia complessa, le alterazioni di laboratorio e le loro combinazioni possono essere innumerevoli. Per confermare la diagnosi, il medico veterinario effettua ulteriori indagini volte ad identificare la presenza di Leishmania infantum (esami citologici, amplificazione del DNA del microorganismo) o degli anticorpi che il cane ha sviluppato contro Leishmania infantum (esami sierologici). In sintesi, la leishmaniosi nel cane si diagnostica quando sono presenti segni clinici e/o alterazioni di laboratorio riferibili alla malattia e si identifica il microorganismo o la risposta anticorpale nei suoi confronti.

Elettroforesi sierica ed aumento delle globuline gamma in un cane con leishmaniosi

 Che cosa sono gli stadi clinici della leishmaniosi nel cane?

Come sopraindicato, il microorganismo Leishmania infantum viene trasmesso al cane tramite la puntura del flebotomo. Dopo il contatto con il microorganismo, i cani vengono classificati nei seguenti stadi clinici:

  1. cani esposti, i quali hanno incontrato il microorganismo Leishmania infantum, ma il loro sistema immunitario lo ha eliminato;
  2. cani infetti, i quali hanno Leishmania infantum, il loro sistema immunitario non riesce ad eliminarlo e sono asintomatici;
  3. cani malati, i quali hanno Leishmania infantum, il loro sistema immunitario non riesce ad eliminarlo e sono sintomatici, ovvero presentano i segni clinici e/o le alterazioni di laboratorio riferibili alla leishmaniosi.

Determinare lo stadio clinico dei cani è importante per definire se somministrare o non somministrare il trattamento. I cani esposti ed i cani infetti non ricevono alcun trattamento. Il trattamento è prescritto solamente nei cani malati.

Qual è il trattamento della leishmaniosi nel cane?

Il trattamento della leishmaniosi viene prescritto solo nei cani malati (vedere punto precedente). Il protocollo terapeutico di prima scelta è rappresentato dall’associazione di antimoniato di N-metilglucammina ed allopurinolo; il primo è somministrato per via iniettabile ed il secondo per via orale. In alternativa, può essere somministrata l’associazione di miltefosina ed allopurinolo, entrambi somministrati per via orale. Con i farmaci indicati, i benefici si osservano generalmente entro 30-60 giorni dall’inizio. Sono disponibili altri farmaci per il trattamento della leishmaniosi nei cani malati, ma la letteratura scientifica a loro sostegno è attualmente limitata.

Oltre alla leishmaniosi, servono altri trattamenti nel cane?

Nei cani malati possono rendersi necessari altri farmaci, in aggiunta a quelli sopraindicati, in base al tipo e gravità delle manifestazioni cliniche. Per esempio, alcuni cani con grave zoppia indotta dalla leishmaniosi beneficiano di farmaci antiinfiammatori. Trattamenti ad uso topico sono invece necessari per alcune lesioni oculari e dermatologiche secondarie alla leishmaniosi. Farmaci per la protezione dei reni sono prescritti nei cani con danni renali causati dalla leishmaniosi.

 

Cane sottoposto a trattamento dialitico

In alcuni cani con insufficienza renale rapidamente progressiva sono necessari trattamenti dialitici o di plasmaferesi. La dialisi permette di pulire il sangue dalle tossine, sostenendo il cane nell’attesa del miglioramento della funzionalità renale. La plasmaferesi permette di rimuovere gli immunocomplessi circolanti (ovvero gli anticorpi legati a Leishmania infantum); gli immunocomplessi si depositano a livello dei reni, degli occhi e delle articolazioni, danneggiandoli.

Come si previene la leishmaniosi nel cane?

Collari, spot-on e spray

Il periodo di maggiore concentrazione dei flebotomi è compreso tra la primavera e l’autunno inoltrato. Tuttavia, in alcune aree endemiche e durante annate con inverni particolarmente miti i flebotomi sono attivi durante tutto l’anno. L’utilizzo di collari, soluzioni spot-on (pipette) o spray contenenti sostanze repellenti per i flebotomi, in particolare i piretroidi, conferisce buona protezione nei confronti delle punture dei flebotomi. Si raccomanda pertanto di eseguire la profilassi con uno dei prodotti precedenti in tutti i cani che vivono o che viaggiano in un’area endemica, secondo le indicazioni fornite nel foglietto illustrativo. Dal momento che la protezione non è del 100%, si consiglia inoltre di limitare le uscite serali dei cani, momento di maggior attività dei flebotomi, e di farli dormire in casa durante le ore notturne. Queste semplici precauzioni riducono il rischio che un cane sano entri in contattato con il flebotomo e si infetti e, allo stesso tempo, che un cane malato possa fungere da serbatoio della malattia.

Vaccinazione

Il vaccino attualmente in commercio in Italia garantisce protezione parziale nei confronti della leishmaniosi nei cani sani. Pertanto, se utilizzato, deve essere affiancato all’impiego di collari, spot-on o spray, ad oggi considerati il trattamento preventivo più efficace. Secondo uno studio scientifico, il vaccino può anche ridurre la quantità di immunocomplessi circolanti. Nei cani malati gli immunocomplessi si depositano a livello di vari tessuti, danneggiandoli; una loro riduzione potrebbe dunque essere vantaggiosa. Sono necessari ulteriori studi per supportare l’impiego del vaccino con finalità diverse dalla prevenzione.

Se il cane ha la leishmaniosi, ci sono dei rischi per le persone?

Leishmania infantum, il microorganismo che causa la leishmaniosi nel cane, può causare la leishmaniosi viscerale nell’uomo. Il microorganismo viene trasmesso all’uomo dai flebotomi ed il cane rappresenta il serbatoio; la trasmissione diretta dal cane all’uomo non si verifica. In Italia, in cui leishmaniosi canina è endemica, le infezioni umane da Leishmania infantum sono rare ed interessano prevalentemente persone con un sistema immunitario non efficiente.

Esiste la leishmaniosi nel gatto?

Nel gatto la leishmaniosi è molto rara ed i segni clinici interessano gli occhi e la cute (noduli e ulcere sulla cute della testa e delle zampe). La maggior parte dei gatti con infezione da Leishmania infantum è asintomatica.

Chi sono gli esperti dell’Unità Operativa per la Leishmaniosi Canina?

L'Unità Operativa per la Leishmaniosi Canina include medici veterinari dei settori specialistici della Medicina Interna, Dermatologia, Oftalmologia, Ortopedia, Dialisi e Plasmaferesi.

Medicina Interna:

Dr.ssa Carolina Callegari, Dipl. ECVIM-CA (Internal Medicine)

Dr. Filippo Ferri, Dipl. ECVIM-CA (Internal Medicine)

Dr. Federico Porporato, Dipl. ECVIM-CA (Internal Medicine)

Prof. Eric Zini, Dipl. ECVIM-CA (Internal Medicine)

Dermatologia:

Dr.ssa Giordana Zanna, PhD, Dipl. ECVD (Dermatology)

Oftalmologia:

Dr.ssa Laura Barachetti, PhD, Dipl. ECVO (Ophthalmology)

Ortopedia:

Dr. Andrea Pratesi, PhD, Dipl. ECVS (Surgery)

Dialisi e Plasmaferesi:

Dr.ssa Corinne Amram

Per ricevere informazioni sull'Unità Operativa Veterinaria per la Leishmaniosi Canina e per domande su casi clinici, gli interessati possono contattare il seguente indirizzo email: eric.zini@anicura.it