Patologie Valvole aortica e mitralica nel cane

Valvola Aorta e Mitralica Cani

Valvola Aorta – Stenosi subaortica tipo cercine

 

Valvola Aorta – Flusso aortico turbolento e SAM in paziente con grave stenosi subaortica.

Valvola Mitrale e Tricuspide – Valvola mitrale normale.

Valvola Mitrale e Tricuspide – Ispessimento e prolasso dei lembi mitralici e tricuspidali.

Valvola Mitrale e Tricuspide – Rigurgito mitralico a direzione posteriore in paziente con endocardiosi mitralica.

VALVOLA AORTA

L’arteria aorta origina dal tratto di efflusso del ventricolo sinistro con il compito di trasportare il sangue ossigenato a tutti i distretti dell’organismo.

La valvola aortica è costituita da tre lembi (destro, sinistro e non coronarico) ed attraverso i suoi movimenti di apertura e chiusura garantisce il passaggio di sangue in sistole dal ventricolo sinistro all’arteria aorta, impedendo che ciò avvenga in direzione opposta.

La patologia più frequente che colpisce la valvola aorta dei nostri animali è rappresentata dalla stenosi subaortica.

STENOSI SUBAORTICA: si tratta di una patologia congenita caratterizzata da proliferazioni anomale di tessuto endocardico sotto l’apparato vavolare che determinano un’ostruzione (stenosi) al normale efflusso ventricolare sinistro. Tali lesioni possono essere presenti dalle prime settimane di vita ma possono svilupparsi anche in età adulta.

La stenosi subaortica è la seconda patologia congenita più frequente nel cane. Essa colpisce con particolare frequenza alcune razze come il Boxer ed il Terranova, in cui è stato dimostrato il carattere ereditario. Per tale ragione i riproduttori appartenenti a queste razze devono seguire un rigoroso screening di razza.

CLASSIFICAZIONE: in relazione alle caratteristiche delle lesioni presenti sotto la valvola la stenosi subaortica si distingue in:

Grado I: presenza di piccoli noduli sottovavolari (tipo nodulo)

Grado II: presenza di un cercine fibroso o fibromuscolare sottovavolare incompleto (tipo cercine)

Grado III: presenza di un anellofibroso o fibromuscolare completo al di sotto della valvola (tipo tunnel)

SEGNI CLINICI:

  • Soffio eiettivo di grado variabile, percepibile a livello della base cardiaca dell’emitorace sinistro, che può irradiarsi verso la base destra del cuore o anche lungo il collo attraverso le arterie carotidi
  • Polso debole, fremito precordiale
  • Segni di insufficienza cardiaca sinistra (intolleranza all’esercizio fisico, tosse, dispnea)
  • Aritmie
  • Sincopi
  • Morte improvvisa
  • DIAGNOSI: la diagnosi si basa sull’esame ecocardiografico che ci permette di:
  • Stabilire la gravità del quadro clinico
  • Escludere la patologia in corso di screening di razza
  • Monitorare l’evoluzione della patologia nel tempo

L’esame elettrocardiografico e/o l’esame Holter sono indicati per svelare e tipizzare eventuali aritmie, che possono essere causa di morte improvvisa.

TRATTAMENTO: il trattamento chirurgico di questa patologia è ancora argomento di dicussione e la terapia medica mira a controllare i sintomi clinici riducendo i rischi di morte improvvisa, ma non risolve il problema. Non esistendo un trattamento definitivo per questa patologia, risultano cruciali:

i controlli clinici ed ecocardiografici dei riproduttori, che devono avvenire in maniera sistematica presso centri specializzati quando il paziente abbia compiuto un anno.

La sensibilizzazione degli allevatori verso una più attenta selezione dei riproduttori che passa attraverso un’attiva collaborazione con il medico veterinario specialista.

VALVOLA MITRALE E TRICUSPIDE

La valvola mitrale è una vavola formata da due lembi (settale o anteriore, parietale o posteriore) che separano l’atrio sinistro dal ventricolo sinistro.

Questi lembi sono soggetti, nei cani di piccola e media taglia, ad andare incontro ad una degenerazione definita “mixomatosa” a causa della quale i lembi vavolari si ispessiscono e si deformano non riuscendo più a chiudersi in maniera ottimale.

La valvola tricuspide presenta le stesse caratteristiche anatomiche descritte per la valvola mitrale, ma separa atrio e ventricolo destro. Nel 30% dei pazienti con endocardiosi mitralica è presente anche endocardiosi tricuspidale, mentre tale patologia si presenta da sola in una bassissima percentuale di casi.

ENDOCARDIOSI MITRALICA E TRICUSPIDALE: l’endocardiosi mitralica e/o tricuspidale rappresenta la patologia cardiaca acquisita di più frequente riscontro nei cani, specialmente nei soggetti di piccola e media taglia, anziani, con particolare predisposizione di alcune razze tra le quali il Cavalier King Charles Spaniel.

SEGNI CLINICI:

  • Soffio sistolico
  • Aumento della frequenza respiratoria a riposo
  • Intolleranza all’ esercizio fisico
  • In corso di edema polmonare: dispnea (atteggiamenti di fame d’aria come testa estesa sul collo o respirazione a bocca aperta), sincopi, cianosi delle mucose apparenti
  • Sincopi secondarie ad aritmie o a ipertensione polmonare
  • Polso giugulare, ascite, versamento pleurico e/o pericardico

PATOGENESI: a causa della mancata chiusura dei lembi vavolari, parte del sangue che ad ogni battito viene trasferita dai ventricoli alla circolazione sistemica attraverso l’aorta refluisce verso l’atrio sinistro dilatandolo. Questa fase della patologia può durare anche molti anni senza che il paziente mostri dei segni clinici.

Successivamente saranno le vene polmonari che sboccano nell’atrio sinistro a risentire dell’aumento della pressione generata dal rigurgito mitralico. Infine, quando anche le vene polmonari non riusciranno più a contenere il progressivo aumento della pressione, il paziente andrà incontro ad edema polmonare cardiogeno.

ESAMI COLLATERALI: la diagnosi di endocardiosi mitralica e/o tricuspidale si effettua tramite un esame ecocardiografico. E’ possibile evidenziare le alterazioni della valvola, quantificare il rigurgito mitralico e/o tricuspidale e stabilire se sia presente dilatazione delle camere cardiache ventricolare e atriale sinistra e/o destra.

È importante eseguire parallelamente un esame radiografico del torace per visualizzare i vasi polmonari e l’eventuale presenza di edema polmonare. L’esame ecocardiografico assieme alla radiografia del torace ed agli esami del sangue consentono un corretto monitoraggio della valvulopatia mitralica. Controlli seriali (annuali, semestrali, o trimestrali) consentono di stabilire il momento opportuno per iniziare il trattamento, ma soprattutto di limitare, nei pazienti che siano già in terapia, la frequenza degli scompensi cardiaci acuti.

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