Vaccinare il coniglio: ecco cosa devi sapere

conigli, al pari degli altri animali domestici necessitano di essere vaccinati con regolarità.
Anche se non escono e se non sono mai in contatto con altri animali, potrebbero essere infettati da insetti ematofagi volanti come le zanzare, pulci e zecche,
In questo articolo, vediamo quali vaccinazioni sono necessarie per mantenere in salute il tuo coniglio domestico.

Vaccinazione dei conigli

I conigli sono meravigliosi animali domestici che necessitano di particolari attenzioni, non solo per quanto concerne il loro ambiente di vita quotidiana, ma anche per quanto riguarda le cure mediche.

Oggi qui vogliamo soffermarci sulla necessità di vaccinare con regolarità i conigli nani (o qualunque altro coniglio domestico) per proteggerli da malattie potenzialmente mortali.

Perché vaccinare il coniglio che non esce di casa?

Se possiedi un coniglio testa di leone che vive con te in appartamento, potresti chiederti perché è altamente consigliata la vaccinazione, nonostante l’animale non possa mai venire a contatto con altri animali.

Il motivo è semplice.

Le malattie virali potenzialmente mortali per i conigli possono essere trasmesse dalle punture di zanzara e altri insetti ematofagi.

Per quali malattie vaccinare il coniglio?

Le malattie virali più gravi sono due, ma una di queste ha due varianti che hanno creato la necessità di studiare due vaccini differenti.

Per questo motivo sono tre i vaccini che devono essere fatti al coniglio:

  • Malattia emorragica virale (MEV e MEV-2)
  • Mixomatosi.

MEV: Malattia Emorragica Virale

Questa patologia è endemica in tutto il bacino del Mediterraneo. Estremamente contagiosa e letale, è nota fin dai primi anni ’80.

Si manifesta con un’epatite acuta e letale che è mortale con una morbilità altissima e mortalità vicina al 90% dei casi nei soggetti adulti.

La Malattia Emorragica Virale (MEV) è provocata da un Calicivirus denominato RHDV.

Si può manifestare nei soggetti adulti ed è stato dimostrato che i cuccioli hanno una resistenza innata nei confronti del virus che permane fino a circa 2-3 mesi.
Se il piccolo lo incontra non manifesta sintomi e sviluppa un’immunità che perdura per lungo tempo.

Se, invece, non incontra la malattia, la sua protezione naturale scompare.

MEV-2 una variante della MEV

Nel 2010 è stato isolato un nuovo virus denominato RHDV-2 geneticamente differente rispetto al precedente.
Ci si è accorti della presenza di una variante del virus originale in quanto la malattia si manifestava anche in cuccioli lattanti (di 2 – 3 settimane) con mortalità intorno al 20-30%.
Inoltre, anche animali vaccinati per la MEV si ammalavano e parevano quindi non sviluppare un’immunità duratura e, comunque, solo parziale.

Oggi si è convinti che il virus RHDV-2  non sia una variante del precedente, ma sia un nuovo virus letale che ha, tra l’altro, maggior forza e virulenza rispetto a quello isolato nel 2010.

Questo virus ha provocato epidemie sia tra i conigli selvatici che in allevamenti industriali e intensivi.

Specie colpite dalla MEV e MEV-2

La MEV ha il suo serbatoio in un unico ospite selvatico (Oryctolagus cuniculus) il coniglio selvatico europeo che è l’unica specie sensibile alla malattia insieme ai nostri conigli domestici.

Viceversa la MEV-2, provocata dal virus RHDV-2, in grado di passare la barriera di specie e può infettare anche altri lagomorfi tra cui:

  • lepre sarda (Lepus capensis var mediterraneus)
  • lepre italica (Lepus corsicanus)
  • lepre bruna comune (Lepus europaeus)
  • lepre variabile (Lepus timidus)

Trasmissione della malattia

Il virus è particolarmente resistente nell’ambiente esterno e può permanere infettante per un periodo fino a tre mesi nelle carcasse di animali morti per esso.

Questo è molto importante in quanto, in caso di epidemie in ambienti selvatici,le carcasse che rimangono a terra rimangono infettanti per lunghi periodi.

La trasmissione tra animali avviene per via diretta e indiretta:

  • orale
  • nasale
  • congiuntivale
  • parenterale (attraverso piccole ferite che vengono contaminate dal virus)
  • puntura di insetti ematofagi (pulci, zecche, zanzare)
  • vettori animati (animali che si nutrono di carcasse come uccelli, mammiferi, insetti)
  • vettori inanimati (cibo, vestiti, scarpe, attrezzatura, gabbie, ciotole, acqua ecc).

Sintomi di MEV e MEV-2 nei conigli

Sia la forma di malattia emorragica MEV che la MEV-2, purtroppo, hanno decorso velocissimo, presentandosi soprattutto in forme iperacute o acute.
L’incubazione di 1 o 3 giorni, porta a morte dell’animale nel giro di 12 ore.

I sintomi, quando visibili sono:

  • ipertermia con febbre oltre i 40°
  • abbattimento
  • anoressia
  • prostrazione
  • segni nervosi (convulsioni, paralisi)
  • scolo congiuntivale
  • dispnea (difficoltà respiratoria).

Solo in un numero limitato di casi si possono avere decorsi meno brevi, ma con esito comunque letale che sopraggiunge dopo circa due settimane.
I sintomi sono associati a disfunzione epatica grave.

Mixomatosi

Anche la Mixomatosi è una malattia altamente contagiosa, diffusa nel coniglio domestico e selvatico.

Mentre la lepre può infettarsi ma senza mostrare sintomi, i conigli europei sono altamente sensibili, più resistenti quelli americani.

La diffusione in Italia è soprattutto localizzata nel Nord Italia, meno diffusa al Centro, mentre è poco diffusa al Sud. Ciononostante l’Italia tutta è considerata zona a rischio di contagio. (Fonte IZSLER Brescia)

Il virus responsabile è un Poxviurs estremamente resistente all’ambiente esterno (può sopravvivere fino a 10 mesi se presente su pelle essiccata di animali morti in ambiente selvatico).

Trasmissione

La malattia, altamente contagiosa tra i conigli, non è contagiosa per l’uomo.

Le vie di trasmissione sono le stesse della MEV:

  • orale
  • nasale
  • congiuntivale
  • parenterale (attraverso piccole ferite che vengono contaminate dal virus)
  • puntura di insetti ematofagi (pulci, zecche, zanzare)
  • vettori animati (animali che si nutrono di carcasse come uccelli, mammiferi, insetti)
  • vettori inanimati (cibo, vestiti, scarpe, attrezzatura, gabbie, ciotole, acqua ecc).

Sintomi di Mixomatosi

Nonostante l’alta contagiosità, la malattia ha un decorso meno veloce della MEV.

Dopo un’incubazione di circa 3 – 5 giorni, i sintomi si mostrano come lesioni ulcerose necrotiche soprattutto nella zona intorno agli occhi.
Caratteristica è la cosiddetta facies leonina un gonfiore diffuso del muso che precede la morte del soggetto.

Prevenzione per le malattie virali del coniglio: vaccinazioni

Considerando la gravità delle malattie presenti sul nostro territorio, la loro virulenza e capacità di penetrare anche nelle nostre case, attraverso i serbatoi selvatici ampiamente presenti sul territorio, la vaccinazione contro queste tre malattie è, fortunatamente, considerato un atto medico salvavita per i nostri conigli domestici.

Negli animali vaccinati, in particolare contro MEV e MEV-2, la risposta è talmente veloce da essere stato utilizzato anche a scopo terapeutico, riuscendo, se inculato per tempo, a limitare le perdite in gruppi di animali in cui, la diagnosi è stata fatta in modo precoce.

I protocolli possono essere diversi a seconda del tipo di vaccino che il medico esperto in animali esotici decide di inoculare, oltre alla quantità di soggetti presenti e alla cadenza con cui arrivano in ambiente.

Presso la nostra Clinica Veterinaria CMV adottiamo dei piani salute per conigli in cui viene affrontata la profilassi per la protezione di MEV, MEV-2 e Mixomatosi con vaccinazioni annuali a intervalli regolari.

Le linee guida SIVAE, attualmente riportano come protocollo consigliato questo tipo di cadenza.

Primo vaccino nel coniglio MEV+MEV2

  • primo vaccino a 1 mese di età in caso il cucciolo nasca da madre vaccinata
  • richiamo dopo circa 3-4 settimane
  • richiami semestrali o annuali

Primo vaccino nel coniglio Mixomatosi

  • primo vaccino a 1 mese di età in caso il cucciolo nasca da madre vaccinata
  • richiamo tarda primavera-estate.

Attenzione ai conigli che sono stati esposti a vaccinazione per la Mixomatosi o che hanno avuto contatti in campo con la malattia.

Potrebbero non sviluppare una corretta immunità contro il virus RHDV.
Per questo motivo, in soggetti la cui storia non è nota è utile effettuare una titolazione anticorpale per la Mixomatosi (per sapere se è già venuto in contatto con il virus) ed eseguendo indagini sierologiche dopo 6-8 mesi dalla vaccinazione per valutare la persistenza dell’immunità contro la MEV e MEV-2.

Bene, per oggi è tutto. 

Error

An error has occurred. This application may no longer respond until reloaded.