Gravidanza nel gatto: ecco cosa fare.

Articolo a cura di: Marta Cecchetto

La gatta è una specie con calori stagionali e ovulazione indotta dall’accoppiamento (una bassa percentuale di soggetti ovula spontaneamente).
La ciclicità ha inizio generalmente quando aumentano le ore di luce (febbraio-marzo) e le gatte vanno in estro ogni 2-3 settimane.
Nel momento in cui avviene l’accoppiamento e si instaura una gravidanza.

Diagnosi di Gravidanza nel Gatto

Diversi possono essere i metodi applicabili per la diagnosi di gravidanza. Il più preciso è sicuramente l’esame ecografico.

Più precocemente anche la palpazione dell’addome può indicarci la presenza di camere embrionali a livello uterino e tardivamente la presenza di feti, una fase importante della gestazione della gatta, che può essere d’aiuto anche per la successiva gestione del parto, è l’identificazione del numero di feti presenti insieme alla valutazione dello sviluppo e vitalità dei feti.

Le profilassi vaccinali e per i parassiti vanno pianificati adeguatamente e possibilmente lontano dal periodo di gestazione per evitare che interferiscano con lo sviluppo fetale.

Gravidanza nel gatto

Quanto dura?

Nel momento in cui avviene l’accoppiamento e si instaura una gravidanza, questa ha una durata media di 65 giorni, con un range compreso tra i 61 e i 70 giorni.

Monitoraggio

La gravidanza di una gatta può essere monitorata attraverso l’esame ecografico, che risulta essere una metodica poco invasiva e ci permette di raccogliere informazioni fondamentali sia sui feti, sia sull’apparato riproduttore della madre.

Attraverso questo esame è possibile esaminare lo sviluppo e la vitalità fetali ed intervenire qualora si riscontrino anomalie, al fine di ridurre i rischi per la madre e per i feti.

Inoltre, possiamo effettuare misurazioni fetali che ci consentono di stimare, con una certa accuratezza la data del parto.

All’esame ecografico, si accompagna la radiografia nell’ultimo periodo della gestazione per indagare la numerosità dei feti, informazione fondamentale per capire se ci potranno essere rischi di distocia durante il parto (nel caso di gravidanze poco numerose o malposizionamento fetale) e per stabilire quando il parto si sia veramente concluso.

Nelle ultime fasi della gestazione è consigliabile mettere a disposizione della gatta un ambiente tranquillo, in cui si possa sentire al sicuro e serena durante la fase del parto.

Alimentazione in gravidanza della gatta

Durante la gravidanza cambia l’assunzione di cibo della gatta:

  • inizialmente, nei giorni corrispondenti alla fase di impianto embrionale nell’utero, è possibile che la femmina manifesti inappetenza e qualche episodio di vomito
  • successivamente, aumenta progressivamente l’assunzione di cibo, a causa della maggior richiesta energetica che richiede lo sviluppo fetale
  • nelle ultime fasi della gestazione, a causa del maggior ingombro da parte di feti e utero, la gatta avrà la tendenza a fare pasti più piccoli e frequenti.

È consigliabile un cambio di alimentazione a partire dalla 3°-4° settimana di gestazione, passando dall’alimentazione di mantenimento a un’alimentazione a più alto contenuto energetico, che servirà sia per lo sviluppo dei feti, sia per la successiva lattazione, evitando stati di ipocalcemia e collasso puerperale.

In questo periodo è possibile che diminuisca l’assunzione di cibo ed aumenti la produzione lattea, con una marcata ipertrofia delle mammelle.

Le Fasi del parto nella gatta

Il parto vero e proprio si sviluppa in tre fasi.

Primo stadio.

Ha una durata di circa 6-12 ore, durante le quali si sviluppano contrazioni uterine non visibili esternamente, ma che possono rendere la gatta nervosa e irrequieta.

In questa fase la gatta cercherà di costruire il “nido”, vocalizzerà e si lambirà insistentemente l’area genitale.

È possibile notare perdite rosso scuro, che sono del tutto fisiologiche.

Secondo stadio.

Consiste nella fase espulsiva dei feti vera e propria, durante la quale sono apprezzabili contrazioni addominali.
Ha una durata media di 4-16 ore, ma può durare anche di più.

Spesso l’espulsione di un feto è preceduta dalla fuoriuscita di liquido chiaro (fluido allantoideo) ed è un evento che non deve destare preoccupazioni.

Terzo stadio.

Si tratta dell’espulsione delle placente.
Spesso è difficile distinguere questo stadio dal precedente, perché la placenta viene solitamente espulsa insieme al gattino corrispondente.

Può succedere che più placente vengano espulse insieme, a seguito dell’espulsione di più gattini.

Durante il parto normalmente la gatta è autonoma e non ha bisogno dell’intervento del proprietario o del medico veterinario.

Se il parto non procede e insorgono segni di distocia le cause potrebbero essere dovuta a cause materne o fetali.
Quelle materne potrebbero essere:

  • inerzia uterina
  • canale del parto stretto
  • torsione o prolasso uterino.

Le cause fetali invece potrebbero essere:

  • mal presentazione
  • malformazioni
  • dimensioni anomale
  • morte fetale.

In questo caso è necessario portare la gatta in visita dal medico veterinario, al fine di valutare e comprendere quale processo sia in atto e decidere quale interventomedico o chirurgico, sia più adatto per ridurre i rischi per la madre e per i gattini.

Bene, per oggi è tutto.

Error

An error has occurred. This application may no longer respond until reloaded.