Problemi respiratori dei brachicefali: come migliorare la loro vita?

Articolo a cura di: Valentina Forbianco

Sindrome brachicefalica (BAOS)

La BAOS (Sindrome ostruttiva delle prime vie respiratorie) è una condizione patologica legata alla combinazione di anomalie anatomiche congenite (cioè presenti fin dalla nascita) associate a ereditarietà.
È una situazione debilitante progressiva, in cui i segni clinici tendono a peggiorare per frequenza e severità con l’età, in particolare dopo l’anno. (Roedler, et al., 2013)

brachicefali sono quei cani con il muso schiacciato la cui espressione particolarmente simpatica porta con sé una serie importante di problemi.

In questo articolo cercheremo di comprendere cos’è la BAOS, quali sono le problematiche che provoca e come porvi rimedio.
Ma partiamo dall’inizio e vediamo di che razze stiamo parlando.

Razza di cane con muso schiacciato

Sono moltissime le razze. Tra i cani di piccola e media taglia troviamo:

  • Carlino
  • Buoledogue Francese 
  • Bulldog Inglese
  • Pechinese
  • Shih Tzu
  • Cavalier King
  • Pincher
  • Chihuahua
  • Yorkshire Terrier

Di taglia più grande invece abbiamo tra le tante:

  • Boxer
  • Cane corso
  • Mastino napoletano
  • Dogue de Bordeaux
  • Bullmastiff
  • Rottweiler

Conformazione del cane brachicefalo

I brachicefali hanno la caratteristica di avere le ossa del cranio sviluppate più in larghezza che in lunghezza.
Questo significa che il naso non si protrae in avanti come negli altri cani, ma rimane schiacciato e la sua punta anteriore rimane prossima all’attaccatura degli occhi.

Piacciono molto e sono di grande moda da qualche anno. Molti proprietario, però, ignorano totalmente i tanti problemi che questa conformazione si porta dietro.

Infatti, se le ossa si sviluppano in larghezza e si compattano frontalmente, le mucose interne non hanno seguito lo stesso andamento, rimanendo, di fatto, esuberanti rispetto allo spazio a loro dedicato.

Il risultato è uno spazio davvero molto ridotto in cui può passare l’aria con la conseguenza che non esistono cani brachicefali con vie respiratorie normali.

Conseguenze fisiche del brachicefalismo

La conseguenza di queste anomalie è una riduzione del lume da cui può passare l’aria sia durante l’inspirazione che durante l’espirazione, atti che divengono difficoltosi e che necessitano di uno sforzo muscolare particolarmente alto e innaturale per l’organismo che si trova a dover compensare la mancanza d’aria, senza, per altro, riuscirci.

Bisogna ricordare, inoltre, che i cani hanno un sistema di regolazione della temperatura in cui è fortemente implicato il sistema respiratorio.

cani, infatti, si raffreddano attraverso un aumento della frequenza respiratoria che consente un maggior scambio d’aria a livello polmonare.

Se questo sistema non è perfettamente efficiente il soggetto può andare incontro a colpo di calore anche se le temperature sono miti o addirittura fredde, come capita ai cani che si agitano o si spaventano ed entrano in forte affanno, tanto da non riuscire più a respirare.

Un’altra conseguenza della riduzione degli spazi entro cui passa l’aria è l’ispessimento a cui le mucose vanno incontro.
Il passaggio dell’aria non è fluido e lineare, ma forzato, proprio per lo sforzo che deve fare l’organismo a respirare. Questo provoca un flusso turbolento di aria che, a contatto con le mucose di tutto il primo tratto respiratorio vengono infiammate e si ispessiscono, riducendo ancor di più la pervietà dell’organo.

La conseguenza è un circolo vizioso che porta a gravi situazioni e sintomi talvolta “tipici” di razza ma tutt’altro che trascurabili.

Altre conseguenze dell’anomalia anatomica dei brachicefali

Non è solo l’apparato respiratorio a subire le conseguenze di queste anomalie. Infatti anche altre parti subiscono malformazioni. Tra queste troviamo:

  • prognatismo (la mandibola può essere molto più sporgente rispetto alla mascella)
  • non corretta distribuzione dei denti
  • macroglossia – sporgenza costante della lingua perché di dimensione più grande rispetto allo spazio a lei dedicato
  • orbite oculari ristrette – la conseguenza è l’occhio che sporge dall’orbita.

Queste caratteristiche rendono più vulnerabili gli occhi dei brachicefali che possono spesso andare incontro a secchezza oculare o a ferite superficiali per la loro eccessiva sporgenza.
Inoltre, la masticazione e prensione del cibo può essere difficoltosa.

Le altre patologie collegate alla conformazione del loro corpo sono:

  • idrocefalo
  • paralisi del nervo facciale
  • prolasso del bulbo oculare
  • prolasso della ghiandola della terza palpebra
  • entropion
  • ectropion
  • piodermite
  • mal occlusione dentale
  • emivertebre
  • compressione spinale
  • malformazione di Arnold-Chiari,
  • distocia
  • cheratite pigmentosa.

Sindrome del cane brachicefalo: di cosa si tratta

Questa sindrome rappresenta l’insieme delle conseguenze che le anomalie anatomiche dei brachicefali provocano sull’organismo.

I sintomi possono essere più o meno evidenti e possono manifestarsi anche fin dai primi mesi d’età, oppure rimanere totalmente silenti fino ai 2 o 3 anni.

La sindrome comprende quindi anomalie primarie (quelle presenti fin dalla nascita) e secondarie, cioè conseguenti alle prime.

Anomalie primarie

Tra le primarie troviamo:

  • le narici stenotiche (chiuse)
  • i turbinati – le mucose che ricoprono le parti interne delle canne nasali sono impacchettate come il cotone idrofilo dentro ad una confezione stretta, non consentendo il passaggio di aria e vengono così definiti esuberanti o aberranti
  • il palato molle allungato – parte terminale del palato osseo, è una parte di tessuto mucoso che rimane troppo lunga e pende all’interno della faringe, non consentendo un fluido passaggio dell’aria e, spesso, interferisce anche con la deglutizione
  • trachea ipoplastica – cioè con un lume ridotto rispetto al normale
  • pieghe periepiglottiche in eccesso

Anomalie secondarie

Le conseguenze secondarie a queste sono alterazioni collegate all’infiammazione che si instaura a livello delle mucose che ricoprono le prime vie aeree e che portano a degenerazioni di diverso livello e natura nei vari distretti:

  • Collasso nasofaringeo
  • Iperplasia ed eversione delle tonsille
  • Eversione dei sacculi laringei
  • Collasso laringeo
  • Collasso tracheale
  • Stenosi bronchiale
  • Collasso bronchiale

Queste alterazioni secondarie non fanno che aggravare il quadro generale riducendo ancora di più il passaggio dell’aria, con un circolo vizioso.

Alterazioni della Baos sull’apparato digerente.

Lo sforzo respiratorio provoca alterazioni anche sul’apparato digerente a cause una pressione interna contraria alla normalità durante i due atti respiratori. Le conseguenze sono:

  • esofagite
  • ernia iatale
  • gastrite
  • stenosi pilorica
  • duodenite

e, più in generale una maggior sensibilità e predisposizione a patologie del tratto gastroenterico sono tipiche dei brachicefali che hanno spesso reflusso gastroesofageo e vomito che aggravano ulteriormente lo stato di malessere del cane.

Anche queste possono manifestarsi in età e stadi di gravità differenti, insieme o singolarmente a seconda della gravità della situazione.

Narici chiuse e turbinati esuberanti

Le narici stenotiche e i turbinati aberranti sono le alterazioni che si ritrovano con maggior frequenza nei cani brachicefali e per questo vengono associati a sintomi tipici di queste anomalie.

I sintomi sono più o meno gravi e manifesti a seconda del grado dell’alterazione.

Il naso è la regione che influenza maggiormente la resistenza aerea, soprattutto lo spazio ridotto interposto tra i turbinati aberranti.

Le cavità nasali ristrette ed i turbinati esuberanti contribuiscono per il 76,5% alla resistenza totale opposta al flusso aereo, contro una resistenza del 4,5% della laringe e una del 19% delle vie aeree più distali.

I cani, infatti, tendono a respirare con il naso, anche in caso di resistenza aumentata.

Mentre le narici stenotiche sono visibili ad occhio nudo e la pervietà o meno delle stesse può essere classificata in stadi che vanno dal lieve al grave, diverso è il discorso per i turbinati che non si possono vedere e comprendere nella loro gravità di manifestazione se non con una classificazione fatta attraverso la TAC.

Le conche nasali, se occupate dalla mucosa in eccesso non riescono più a far passare l’aria dal naso e questo provoca la difficoltà respiratoria.

Palato molle allungato

Il palato molle lungo è l’anomalia anatomica più frequente e con impatto importante sulla sindrome in quanto ostacola la respirazione.
Il quadro poi si aggrava, a causa del trauma che l’aria turbolenta provoca sulle mucose inspessendole e rendendole edematose e gonfie.

Nei cani non brachicefali, il palato duro (quello osseo che è racchiuso tra i denti, per capirci) termina e sfocia in quello molle a livello dell’ultimo molare, terminando nell’epiglottide.

Nei brachicefali invece, il palato duro si estende ancora più caudalmente (cioè più indietro) e sorpassa l’epiglottide, ostruendo, di fatto il passaggio dell’aria.

Sintomi di BAOS nel cane

Sintomi di palato molle lungo

Considerando che il palato molle lungo è tra le anomalie anatomiche più frequenti, in particolare nel Carlino e nel Bulldog Francese, cerchiamo di capire quali sono i sintomi che lo caratterizzano maggiormente, insieme a tutte le anomalie sopra descritte.

La  BAOS è progressiva, quindi i sintomi si manifestano in base al grado di severità della patologia, da un minimo incremento dello sforzo respiratorio a gravi crisi respiratorie.

I sintomi che si notano con maggior frequenza  e che sono esacerbati dal sovrappeso sono:

  • respiro affannoso e rumoroso
  • russamenti – 100% dei cani affetti
  • apnee notturne – soprattutto nei Bulldog
  • tosse
  • starnuto inverso frequenti
  • rigurgito
  • vomito
  • intolleranza all’esercizio fisico o stress (anche il solo fare le feste il manda in ansia)
  • abbattimento 
  • sincope
  • crisi respiratorie
  • difficoltà ad alimentarsi

L’atteggiamento tipico del cane con BAOS conclamata è quello del soggetto che:

  • si posiziona con le zampe anteriori larghe
  • tende a tenere la testa in posizione sollevata per estendere le prime vie aeree
  • fatica a deglutire e ad alimentarsi perché spesso rigurgita
  • fa scarsa attività perché occupato principalmente a cercare di respirare.

La tendenza ai colpi di calore in questi pazienti è davvero molto accentuata per l’incapacità di dissipazione del calore.

Altri sintomi possono essere:

  • scolo nasale e congestione frequente
  • epistassi (sangue dal naso)
  • scolo oculare
  • disturbi del sonno
  • rigurgito cronico (soprattutto dopo o durante l’attività fisica)
  • masticazione a vuoto (nausea)
  • salivazione profusa
  • aerofagia.

Come valutare lo stato di salute respiratorio del mio carlino?

Se hai un cane brachicefalo, potresti renderti conto delle difficoltà respiratorie, ma vorresti comprenderne la gravità.

Quello che potresti fare, oltre a rivolgerti a veterinari esperti in cani con queste anomalie anatomiche è quello di fare delle valutazioni oggettive sulla sua capacità respiratoria.

Esiste, infatti una tabella di funzionalità respiratoria che consente al medico (ma anche a te se vuoi provare) di fare una prima valutazione oggettiva sulla reale situazione presente.

La tabella comprende l’osservazione della respirazione prima e dopo un esercizio fisico più o meno intenso.

Il test sarebbe da fare in presenza di un veterinario che abbia la possibilità di prendere nota di tutti i parametri necessari alla valutazione della gravità, oltre alla sua capacità di osservazione e auscultazione del paziente, grazie all’esperienza accumulata nel tempo.

Ciononostante, è un test che può darti indicazioni sulla necessità o meno di rivolgerti con urgenza o con calma per un controllo del tuo cane.

Test di tolleranza allo sforzo

Il test si svolge in due fase:

  • prima fase: osservazione e ascolto dei rumori respiratori prima dell’esercizio fisico
  • seconda fase: osservazione e ascolto dei rumori respiratori dopo l’esercizio fisico

Il medico effettuerà l’auscultazione strumentale della regione faringo-laringea, tu potrai semplicemente cercare di avvertire o meno rumori respiratori più o meno intensi oltre a verificare lo stato mentale del cane:

  • difficoltà respiratoria
  • svenimento.

Sarebbe, inoltre, utile comprendere se il soggetto fa fatica a respirare tanto da dover utilizzare in modo attivo i muscoli del diaframma, concentrandoci sull’osservazione dell’addome come termine di paragone per il prima e il dopo lo sforzo, insieme a un importante aumento della frequenza respiratoria.

Prima fase

In una giornata fresca o in un orario in cui non faccia troppo caldo

  • osserva la respirazione del cane
  • conta gli atti respiratori
  • valuta la presenza o assenza di rumore durante la respirazione
  • prendi nota della distanza da cui puoi sentire tali rumori.

Effettua una corsa al piccolo trotto di 3 minuti con il cane al guinzaglio e poi riposizionati nella stessa condizione e osserva il tuo cane.

Seconda fase

Valutazione del rumore respiratorio

  • non percepibile: situazione normale
  • percepibile solo ad intermittenza: situazione moderatamente grave
  • percepibile in modo netto e costante: situazione da far valutare con urgenza

Valutazione dello sforzo respiratorio

  • minimo utilizzo del diaframma: situazione normale
  • evidente utilizzo del diaframma: situazione moderatamente grave
  • marcato utilizzo del diaframma: situazione da far valutare con urgenza

Valutazione dello stato di coscienza del cane in seguito a dispnea (difficoltà respiratoria)

  • lieve disagio del cane: situazione normale
  • disagio e respiro irregolare: situazione moderatamente grave
  • respiro irregolare provoca gravi difficoltà respiratorie: situazione da far valutare con urgenza.

Questo test è ovviamente molto empirico ma può darti una prima valutazione della situazione mettendoti davanti, in modo più oggettivo a una realtà che, magari, non avevi mai preso in considerazione.

Test della frequenza dei sintomi respiratori e digestivi nel brachicefalo

Altra valutazione può essere fatta in base alla frequenza con cui si presentano sintomi digestivi in combinazione con quelli respiratori.

I sintomi che si devono prendere in considerazione tra i respiratori sono:

  • russamento
  • sforzo inspiratorio
  • intolleranza all’esercizio
  • sincope/cianosi

Il sintomi dell’apparato digerente è il rigurgito/vomito.

In base alla frequenza con cui si manifestano uno o più sintomi insieme si valuterà la gravità secondo questa scala:

  • sintomi assenti: normale
  • meno di una volta al mese: sindrome lieve
  • meno di una volta a settimana: sindrome moderata
  • meno di una volta al giorno: sindrome severa
  • più di una volta al giorno: sindrome estremamente severa

Diagnosi di BAOS

Posto che sei soprattutto tu proprietario a poterti rendere conto dei problemi più gravi, attraverso l’osservazione del comportamento del cane che mostra i segni precedentemente descritti, soprattutto durante il sonno e l’assunzione del cibo, per il tuo veterinario sarà importante fare controlli fin dai primi mesi di vita del cane.

Prima, infatti ci si rende conto della gravità delle anomalie anatomiche presenti, prima si potrà intervenire per correggerle (compatibilmente con la possibilità di farlo) e meno gravi e più lontane saranno le conseguenze che provocheranno sul cane.

Noi consigliamo di effettuare la prima visita del cane già dai 5-6 mesi di vita.

Oltre alla visita e all’anamnesi, serviranno esami strumentali come

  • endoscopia – per la valutazione delle prime vie aeree e il palato molle
  • radiografia – per la valutazione del lume tracheale e dei limiti cardiaci
  • esami ematochimici (emogasanalisi) – per la valutazione dello stato generale e ossigenazione del sangue
  • TC – per la valutazione delle cavità nasali (non sempre necessario)

e poi predisporre una adeguata terapia che, di solito è chirurgica.

Terapia della BAOS

Per poter migliorare la condizione di vita del tuo cane con il muso schiacciato (Carlino o Bouledogue Francese o qualunque altro) è essenziale poter intervenire chirurgicamente per ripristinare il più possibile la normalità e la pervietà delle prime vie aeree.

Gli interventi più comunemente necessari e che si sono dimostrati più efficaci sono:

  • plastica delle narici – per aprire le narici e consentire il passaggio dell’aria
  • riduzione del palato molle – detta stafilectomia.

È consigliabile intervenire già precocemente, comunque entro l’anno di età se le anomalie sono gravi, proprio per evitare l’instaurarsi di alterazioni secondarie che sono degenerative e progressive.

Intervento palato molle rischi

Le complicanze durante l’intervento dipendono in massima parte dalla tecnica chirurgica utilizzata capacità del chirurgo.

Esistono oggi strumenti altamente specialistici, bisturi per una chirurgia definita “senza sangue” in quanto hanno la capacità di tagliare e cauterizzare contemporaneamente la parte, senza provocare sanguinamento e edema (gonfiore) durante e dopo l’intervento.

Ciononostante, la corretta riuscita dell’intervento è legata alla gestione dell’immediato post operatorio che noi consigliamo di effettuare sempre con ricovero in terapia intensiva, al fine di poter monitorare

  • la respirazione del cane
  • la possibile comparsa di edemi
  • il ripristino della normale deglutizione.

Ecco perché, l’intervento al palato molle non viene da noi effettuato in normale day hospital ma con una osservazione di almeno 24 ore del paziente.
È anche nostra premura osservare il primo pasto del cane che non dovrà assumere cibi solidi o secchi, proprio per non rischiare eventuali anche piccoli sanguinamenti per un periodo che verrà indicato dal chirurgo.

È importante osservare come la sola plastica del palato molle non determina la scomparsa della dispnea in un quinto dei soggetti trattati, a meno che non si associ anche la rinoplastica.

In questi soggetti la prognosi è davvero ottima.

Intervento alle narici nel Bulldog francese

Come abbiamo detto, anche la plastica delle narici è intervento necessario al fine di migliorare profondamente la qualità di vita del nostro brachicefalo.

L’intervento è consigliato già dai 3-4 mesi di vita.

Le complicanze sono davvero molto ridotte e il cane migliora la sua qualità di vita immediatamente.

Come sarà la vita del mio cane dopo l’intervento per BAOS?

A seconda della precocità della manifestazione dei sintomi e della gravità della sindrome la prognosi sarà differente. Anche l’età in cui si interviene è determinante.
Più tardi si interviene minori saranno gli effetti positivi sul cane.

Ciononostante, se le condizioni di salute lo consentono, questi due interventi sono sempre consigliati per cercare di migliorare la qualità di vita del tuo cane.

Ascolta l’intervista della dott.ssa Fiorbianco su Youtube.

 

Bibliografia:

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