Filaria nel gatto: tutto ciò che devi sapere

Filaria nel gatto

La filariosi è una malattia parassitaria causata da un verme tondo.

I due parassiti più diffusi sono

  • Dirofilaria immitis, agente causale della filariosi cardiopolmonare
  • Dirofilaria Repens, agente causale di una forma sottocutanea, che può colpire anche l’uomo.

Entrambi i parassiti sono diffusi in tutta Italia e nel canton Ticino in Svizzera e vengono trasmessi dalle zanzare (culicidi).

I parassiti adulti di Dirofilaria immitis si localizzano nelle arterie polmonari e nel cuore.

La filariosi è particolarmente diffusa soprattutto nel cane.

Il gatto non è un ospite ideale per il parassita e lo sviluppo delle larve infestanti a parassita adulto è spesso contrastato in modo efficace dalla risposta immunitaria.
Per questo motivo, le filarie adulte che si ritrovano sono generalmente poche (1-2 vermi) e hanno una sopravvivenza di circa 2 anni.

Gli adulti di Dirofilaria repens si localizzano invece nel tessuto sottocutaneo e nelle fasce perimuscolari, dove possono formare noduli infiammatori.

Ciclo vitale della filaria nel gatto

Le femmine gravide del parassita rilasciano nel sangue le microfilarie, che possono venire assunte dalle zanzare durante il loro pasto di sangue.
Una volta nella zanzara, le microfilarie maturano e possono venire trasmesse ad altri gatti, tramite la saliva della zanzara stessa.
La microfilaremia (presenza di microfilarie in circolo) è di solito di breve durata e di bassa carica.

Nell’ospite vertebrato le larve di filaria iniziano una lunga migrazione per raggiungere il loro organo target dove diventano adulte in non meno di 195 giorni.

Sintomi di filariosi cardiopolmonare nel gatto.

I sintomi si sviluppano in due fasi della malattia.

Arrivo dei vermi immaturi nelle arteriole (3-4 mesi dopo l’infezione).

In questo caso i segni clinici sono determinati dalla riposta infiammatoria vascolare e del parenchima (tessuto) che si viene a determinare.
Questa fase è nota come HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease).

I segni diminuiscono man mano che i vermi maturano e i gatti infetti possono poi risultare asintomatici per molto tempo.

I sintomi più comuni sono:

  • tosse
  • difficoltà respiratoria.

Morte dei vermi adulti.

Questo evento causa infiammazione polmonare e tromboembolia, che spesso portano a una lesione polmonare acuta fatale.

Nei gatti, tali reazioni si possono verificare anche in seguito alla morte di un solo parassita.

In alcuni casi è riportata morte improvvisa in gatti apparentemente sani.

Sintomi respiratori cronici più comuni sono:

  • tachipnea persistente (respirazione accelerata)
  • tosse intermittente
  • maggiore sforzo respiratorio

Altri segni clinici comprendono:

  • vomito
  • anoressia
  • perdita di peso
  • abbattimento
  • tosse
  • tachicardia
  • segni neurologici cronici o acuti (non frequenti).

Altre anomalie segnalate nel gatto, sebbene rare, sono:

  • ascite (liquido in cavità addominale)
  • idrotorace (liquido in cavità toracica)
  • chilotorace (liquido linfatico nel cavo pleurico)
  • pneumotorace ( presenza di aria nello spazio pleurico)
  • atassia (difficoltà nei movimenti)
  • epilessia
  • sincope.

Come fare la diagnosi di filariosi nel gatto?

La diagnosi di filariosi cardiopolmonare è generalmente molto complessa nel gatto rispetto al cane, a causa del diverso comportamento del parassita in quest’ospite.

Per la diagnosi di filaria è possibile ricercare le microfilarie nel sangue.

Nel gatto però la sensibilità di questa tecnica è molto bassa e molto spesso anche in gatti infestati la ricerca risulta negativa.

Si possono inoltre ricercare nel sangue gli antigeni dei vermi femmine adulte, ma anche in questo caso il rischio di avere una falsa negatività è alto.
Nel gatto infatti i vermi adulti sono generalmente pochi e potrebbero essere solo maschi.

Un risultato positivo del test è quindi altamente indicativo di infestazione, mentre un risultato negativo non permette di escluderla.

Nel gatto può essere d’aiuto anche la ricerca nel sangue degli anticorpi prodotti verso il parassita. Tali anticorpi sono riscontrabili nel sangue circa 3 mesi dopo l’infestazione.
Tali test potrebbero però risultare positivi anche dopo la morte spontanea delle filarie, anche nei casi in cui il parassita non riesce a svilupparsi ad adulto, per cui la loro interpretazione può essere difficile.

L’esecuzione di un’ecocardiografia è invece molto utile nel gatto in cui si sospetta una filariosi cardiopolmonare.

Tale tecnica consente la visualizzazione diretta dei vermi adulti e ha un’elevata sensibilità e specificità.

Per completare l’iter diagnostico di un paziente con filariosi cardiopolmonare sono inoltre solitamente consigliate anche delle radiografie toraciche.

Cura della filariosi del gatto

Se un gatto non mostra segni clinici, nonostante il sospetto di filariosi cardiopolmonare e la presenza di segni radiografici compatibili, può essere prudente attendere il tempo necessario per una guarigione spontanea.
In questi soggetti, la regressione dei segni radiografici e in particolare la sieroconversione di un test antigenico da positivo a negativo forniscono la prova che il periodo di rischio è superato.

Per i gatti positivi agli anticorpi e/o agli antigeni, con segni clinici, il prednisolone in dosi ridotte è spesso un supporto medico efficace.

L’utilizzo di un farmaco adulticida (ivermectina) è considerato l’ultima risorsa per i gatti che continuano a manifestare segni clinici, senza risposta alla terapia con cortisonici.

In presenza di segni clinici acuti, i pazienti devono essere stabilizzati con una terapia di supporto.
L’approccio terapeutico può includere:

  • corticosteroidi intravenosi
  • soluzioni bilanciate di elettroliti
  • broncodilatatori
  • ossigenoterapia.

Sebbene possa non essere possibile recuperare tutti i vermi, la rimozione chirurgica dei vermi adulti è un’alternativa ragionevole al trattamento di supporto sintomatico o adulticida nei gatti in condizioni critiche.
La chirurgia è specificamente indicata in quei pochi casi che sviluppano la sindrome della vena cava superiore.

Prevenzione della filaria nel gatto

Come per il cane anche per il gatto, la terapia può essere complicata e prevenire appare la scelta più sensata.

La profilassi mensile prevede la somministrazione:

  • per via orale (compresse) di milbemicina e ivermectina
  • per via topica (applicazione cutanea di spot on) di selamectina e moxidectina

Entrambe risultano sicure ed efficaci per i gatti che vivono in aree considerate endemiche.

Il trattamento con farmaci preventivi dovrebbe iniziare a 8 settimane di età ed essere esteso per tutta la durata della stagione di trasmissione.

Sebbene sia consigliabile testare i gatti prima di avviare la chemioprofilassi, farlo è meno utile che nel caso dei cani.

Si ricorda, inoltre, che la profilassi deve essere effettuata scegliendo prodotti dedicati a questa specie: non è infatti possibile utilizzare gli stessi principi attivi dei farmaci usati per il cane riducendone il dosaggio.

Per una efficace prevenzione, abbiamo inserito all’interno dei nostri piani salute la profilassi per la filaria in tutti i programmi del cucciolo, adulto e senior, personalizzabili in base alle esigenze del micio.

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